Castel Gandolfo e Ville Pontificie

(Castel Gandolfo: il Palazzo Apostolico e Ville Pontificie / Musei Vaticani)

Il Palazzo Apostolico e Ville Pontificie

Il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, detto anche Palazzo Apostolico, a 30 km da Roma, sopra il lago di Albano, fu edificato, agli inizi del 1626, su iniziativa di papa Urbano VIII. I lavori furono progettati da Carlo Maderno, coadiuvato da Bartolomeo Breccioli e Domenico Castelli, sulla preesistente struttura dell’antico Castrum Gandulphorum, l’antico castello feudale che era stato prima dei Gandolfi, poi dei dei Capizucchi e infine dei Savelli. Urbano VIII, che già da Cardinale amava soggiornare a Castel Gandolfo, fu il primo Papa a villeggiare in questa residenza. Una volta terminati i lavori di sistemazione ed ampliamento del Palazzo con opportuni rifacimenti, fu costruita l'ala del palazzo verso il lago e la parte sinistra dell’attuale facciata, fino al portone di ingresso. Fu pure impiantato il giardino del palazzo (Giardino del Moro), di piccole proporzioni, tuttora fedele al disegno originario. Inoltre il fiorentino Simone Lagi provvide a decorare con affreschi la Cappella privata, il piccolo Oratorio contiguo e la Sacrestia. All'opera di Urbano VIII sono legate anche le due suggestive strade alberate, dette "Galleria di sopra" e "Galleria di sotto" che costeggiano la Villa Barberini e collegano Castel Gandolfo con Albano. Il suo successore, Innocenzo X, non andò mai a Castel Gandolfo. Papa Alessandro VII tornò ad utilizzare la residenza castellana, recandovisi per la prima volta nel 1656. Commissionò a Gian Lorenzo Bernini l'ampliamento del Palazzo Pontificio e la costruzione della nuova collegiata di San Tommaso da Villanova, dedicata a Tommaso da Villanova. Nel 1662 il pontefice affidò al frate minore Giorgio Marziale, già aiutante del Bernini, la risistemazione della strada che dal convento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo girava intorno al lago da sud fino alla galleria di Sopra ed a Castel Gandolfo, strada che venne ribattezzata "via Alessandrina". Del Bernini anche la fontana nella piazza di fronte al Palazzo. Per quasi un secolo le Ville Pontificie furono trascurate e soltanto nel settecento ritornò ad essere frequentata dai papi. Nel 1710 papa Clemente XI conferì a Castel Gandolfo il titolo di “Villa Pontificia”; nello stesso secolo venne costruita la Loggia delle Benedizioni, sovrastata da un grande orologio; Benedetto XIV la ristrutturò apportandovi modifiche e nuove decorazioni. Nel 1773 papa Clemente XIV con l'acquistò della vicina Villa Cybo ampliò la residenza estiva facendola diventare un grande parco ricco di sculture, fontane e alberi; Pio VII e Pio VIII la restaurarono dopo che fu gravemente danneggiata con l’occupazione delle truppe napoleoniche; in seguito fu utilizzata da Gregorio XVI e da Pio IX che apportarono ulteriori migliorie. Con la presa di Roma, nel 1870, fu decretata la fine dello Stato Pontificio e la residenza estiva di Castel Gandolfo fu abbandonata dai papi. Nel 1929, con la nascita dello Stato della Città del Vaticano e attraverso i Patti Lateranensi tra lo Stato italiano e la Chiesa, le ville papali di Castel Gandolfo, alla quale si aggiunse anche la vicina Villa Barberini, furono dichiarate dominio extraterritoriale pontificio e con papa Pio XI il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ritornò ad essere la residenza estiva dei papi. In seguito Pio XI, con l’apporto dell’architetto Giuseppe Momo, unificò le tre proprietà confinanti divise dalla rete stradale pubblica: il Palazzo Apostolico, Villa Cybo e Villa Barberini. Inoltre fece predisporre all’ultimo piano del Palazzo Pontificio la sede dell’osservatorio astronomico noto come Specola Vaticana, trasferito dalla Santa Sede nel 1934 ed affidato ai Gesuiti. Nel piccolo museo astronomico sono conservati campioni di roccia di meteoriti e un campione di roccia lunare raccolto dalla missione Apollo XVII e donato dal presidente Richard Nixon a papa Paolo VI nel 1973. Nel 1958 e nel 1978, il Palazzo ha visto i decessi di due papi: Pio XII e Paolo VI. La residenza estiva fu utilizzata da papa Giovanni Paolo II e da papa Benedetto XVI. Il 21 ottobre 2016, per decisione di papa Francesco, rinunciando alla residenza estiva, il Palazzo Apostolico è diventato ufficialmente un museo.

ORARI E INDIRIZZI:
Palazzo Apostolico: Piazza della Libertà, Castel Gandolfo (RM) - Tel. 06.69883145/06.69884676 - Ville Pontificie: Via Carlo Rosselli 1, Castel Gandolfo (RM) - Tel. 06.69863260 - Per le visite da lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00, il sabato dalle ore 9:00 alle ore 16. Da aprile a ottobre, escluso luglio e agosto, la domenica dalle ore 9:00 alle ore 13:45. Chiuso l'1 e 6 gennaio, 19 marzo, Pasqua e Pasquetta, 1 maggio, 29 giugno, 14 e 15 agosto, 27 settembre, 1 novembre; 8, 25, e 26 dicembre - Email: tours.musei@scv.va.

COME ARRIVARCI:
In treno ogni sabato dalla Stazione CITTA' DEL VATICANO o dalla Stazione ROMA SAN PIETRO; tutti i giorni dalla Stazione TERMINI - Bus COTRAL da ROMA ANAGNINA.

LINK ESTERNI:
Palazzo Apostolico e Ville Pontificie

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(Interni del Palazzo Apostolico)

MUSEO DEL PALAZZO APOSTOLICO

Dal Cortile delle udienze, lo scalone d'onore conduce al piano nobile del Palazzo. La prima sala infatti è il Salone degli Svizzeri o dei Tedeschi, un locale che un tempo era destinato al corpo di guardia, simile al vasto Salone dei Corazzieri che si trova al Palazzo dei Quirinale. Oggi la sala è decorata da un altorilievo con la "Deposizione dalla Croce" e con una Madonna settecentesca di Domenico Corvi. Segue la Sala dei Palafrenieri, che ospita i Sediari pontifici, e quella delle Guardie Nobili, contenenti ricordi della presenza di Pio IX. A seguire la Sala dei Camerieri di Cappa e Spada che ospita copie di quadri di Bartolomé Esteban Murillo e Guido Reni. Nella successiva Sala dei Bussolanti copia della bolla del Concordato di Fontainbleau, del 1801, ed un ritratto di Pio VII e del suo segretario di Stato Ercole Consalvi di Jean-Baptiste Wicar. Di seguito la Sala del Trono, risalente all'epoca di Innocenzo X e la Sala del Concistoro, fatta decorare da Pio IX con tappezzeria damascata e pavimenti di marmi policromi: oggi ospita due arazzi della celebre manifattura Gobelin di Bruxelles raffiguranti la fuga della Sacra Famiglia in Egitto. Successivamente la Galleria di Benedetto XIV, che fu ampliata da Alessandro VII e decorata nel settecento con dipinti a guazzo di Pier Leone Ghezzi; da questa Sala si accede alla Cappella Papale di Urbano VIII, una delle più antiche stanze del Palazzo, affrescata da Simone Lagi e stuccata dai fratelli Zuccari. Poi le stanze dell'appartamento privato del papa: l'Anticamera, con una Madonna di Carlo Dolci, lo Studio, risistemato sotto Pio XI, con dipinti del Dolci e di Paolo Veronese e scrivania con stemma di Pio VII; la Sala da pranzo di Clemente XIV, decorata da Angeloni e Cristoforo Unterberger; la Camera da letto; la Cappella privata, voluta da Pio XI, con copia della Madonna di Czestochwa e dipinti del pittore polacco Rosen, ricordi in cui papa Pio XI (Achille Ratti) fu nunzio apostolico in Polonia. Gli appartamenti sono completati dalla Camera della toilette, con lacerti di affreschi medioevali dell'antico castello dei Gandolfi e dei Savelli, dalla Stanza dello Scopatore segreto e dalla Sala dello Scalco, affrescata con nature morte di Salvator Rosa. Concludono la descrizione del Palazzo Pontificio il Salone del Biliardo o del Buffet, un tempo dedicato ai passatempo della corte pontificia ed oggi sala da pranzo, che ospita due affreschi settecenteschi raffiguranti le passeggiate di Clemente XIV nella vicina villa Cybo. Infine, l'appartamento del cardinale Segretario di Stato, arredato con mobili cinesi, datati al 1747, sotto il regno di Benedetto XIV.

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