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(Alberto Sordi dal film "Un americano a Roma" di Steno, 1954)

100 ANNI ALBERTO SORDI: OMAGGIO A GRANDE INTERPRETE DEL CINEMA ITALIANO

In via San Cosimato 7, nel rione romano di Trastevere, 100 anni fa nasceva Alberto Sordi, il 15 giugno 1920, uno dei più grandi interpreti del cinema italiano. Un uomo che per decenni ha raccontato l’Italia, gli italiani e il loro modo di vivere. Circa 200 film e massima espressione della romanità cinematografica insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Alberto Sordi è stato un attore, regista, comico, sceneggiatore, compositore, cantante e doppiatore italiano. Figlio di un professore di musica, Albertone passò l’infanzia a Valmontone. Tornato a Roma studiò canto lirico fino a far parte del coro di voci bianche della Cappella Sistina, con la precoce trasformazione della voce in basso, divenuta poi una delle sue caratteristiche distintive. Nel 1937 trovò lavoro come comparsa a Cinecittà e nello stesso anno vinse un concorso della Metro Goldwyn Mayer come doppiatore prestando la voce a Oliver Hardy. Nel 1950 Sordi ebbe l’occasione di incontrare e doppiare dal vivo lo stesso Hardy. Come doppiatore lavorò fino al 1956 prestando la voce oltre ad Oliver Hardy anche ad Anthony Quinn, Robert Mitchum, Franco Fabrizi e Marcello Mastroianni (nel film “Domenica d’agosto”). Tra il 1938 e il 1953 si dedicò al teatro di rivista. Tra il 1946 e il 1953 cominciò ad ottenere una certa notorietà con la radio, ideando la satira dei personaggi de “I compagnucci della parrocchietta”, “Signor Dice”, “Il Conte Claro” e “Mario Pio”. Tra il 1953 e il 1955 la popolarità di Sordi giunse sul grande schermo: “Lo sceicco bianco” (1952) e “I vitelloni” (1953) di Federico Fellini; “Un giorno in pretura” (1953), “Un americano a Roma” (1954) e “Piccola posta” (1955) di Steno. Da quel momento la sua carriera divenne frenetica al ritmo di 10 pellicole all’anno per un record di 152 apparizioni fino alla morte. Negli anni ’60 diventa uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. L’ultima apparizione cinematografica di Alberto Sordi nel 1998 nel film “Incontri proibiti” diretto dallo stesso Alberto Sordi. Molti i premi e riconoscimenti come attore e per la carriera ricevuti: dal “Leone d’oro” all’ “Orso d’Argento”, dal “Golden Globe” al “David di Donatello”, e tanti altri. A dispetto della sua immagine pubblica estroversa e dalla personalità straripante, Sordi mantenne sempre un estremo riserbo sulla sua vita privata, di cui sono noti pochi dettagli. Non ebbe figli e non si sposò mai. Un piccolo dettaglio per ricordarlo: il 15 giugno del 2000 il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, gli cedette per un giorno la sua fascia tricolore. Alberto Sordi morì la sera del 24 febbraio 2003, all’età di 82 anni, nella sua casa. La salma sottoposta a imbalsamazione, venne traslata nella “Sala delle Armi” in Campidoglio, dove per due giorni ricevette l’omaggio ininterrotto di una folla immensa. Il 27 febbraio si svolsero i funerali solenni nella Basilica di San Giovanni in Laterano alla presenza di oltre 250 mila persone. Sordi riposa nella tomba di famiglia, presso il cimitero monumentale del Verano, l’epitaffio sulla lapide recita: “Sor Marchese, è l’ora”, una battuta ripresa da uno dei suoi film più celebri “Il marchese del Grillo”. A settembre, davanti alla villa di “Albertone”, sopra le Terme di Caracalla, una mostra in occasione del Centenario dalla nascita. [15 giugno 2020]

LINK ESTERNI:
Sito Ufficiale di Alberto Sordi
Fondazione Museo Alberto Sordi
Associazione Alberto Sordi

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