Giardini Vaticani

(Giardini Vaticani, Roseto nel giardino di papa Leone XIII, 1878-1903)

Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani oasi di grande armonia e bellezza, di pace e di meditazione dei papi sin dal 1279, quando papa Niccolò III riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. i Giardini Vaticani, con viali, prati e boschetti, sono ornati da splendide fontane, statue, monumenti e vari edifici, come la Casina di Pio IV originariamente usata dai papi quale luogo di sosta nelle passeggiate. In ogni parte dei Giardini si ha la suggestiva visione della Cupola di San Pietro. I Giardini Vaticani occupano circa due terzi della superficie della Città del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo Stato. All’interno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, Niccolò III fece impiantare un frutteto, un prato e un vero e proprio giardino, nei pressi del colle di Sant’Egidio, dove oggi si trova il Palazzo del Belvedere ed i Cortili dei Musei Vaticani. Nei Giardini Vaticani, oltre alle Mura Leonine, alle Casine e ai giochi d’acqua, si trovano anche tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna, a fare da sfondo la natura con piante, alberi, fiori, arbusti e rampicanti provenienti da ogni parte del mondo che rendono il giardino in qualunque stagione dell’anno un tripudio di colori e di profumi. Inoltre vi sono uffici statali, come il Palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, la Stazione Ferroviaria, la Radio Vaticana, un piccolo eliporto, la Santa Sede dell’Accademia Pontificia delle Scienze e la Sala Nervi destinata alle udienze papali. Dalla fine del 2014 è in corso un piano di restauro delle circa 570 opere conservate attualmente all’interno dei Giardini.

ORARI E INDIRIZZI:
Viale Vaticano, snc (Musei Vaticani) - I Giardini Vaticani sono aperti il lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato, chiusi il mercoledì e domenica; la durata della visita è di circa 2 ore - L’accesso ai Giardini Vaticani, per finalità turistiche, è consentito soltanto prenotando una visita guidata presso l’Ufficio informazioni pellegrini e turisti sito in Piazza San Pietro, presso l’ala sinistra del sagrato che precede la Basilica, vicino all’Arco delle Campane - Tel. 06.69883145/06.69884676 – Email: tours.musei@scv.va

COME ARRIVARCI:
METRO A (fermata OTTAVIANO e CIPRO) - BUS 34, 46, 64, 98, 190F, 881, 916, 916F, 982, N5, N15, N20 (fermata CAVALLEGGERI/SAN PIETRO) 590 (fermata RISORGIMENTO) 23, 492, N11 (fermata RISORGIMENTO/PORTA ANGELICA) 23, 49, 492, 982, 990, N10 (fermata CRESCENZIO/RISORGIMENTO) 32, 81 (fermata RISORGIMENTO) 49 (fermata VIALE VATICANO/MUSEI VATICANI) 31, 33, 180F, 247 (fermata CIPRO/METRO A) 23, 492 (fermata BASTIONI DI MICHELANGELO) - TRAM 19 (fermata RISORGIMENTO/SAN PIETRO) - FL3, FL5 (Stazione ROMA SAN PIETRO)

LINK ESTERNI:
Musei Vaticani (Giardini Vaticani)

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(Giardini Vaticani, il Palazzo del Governatorato / Foto di Staselnik)

Dall' Aula Paolo VI alla Radio Vaticana

L’Aula Paolo VI, nota come Aula delle udienze Pontificie o Aula Nervi, realizzata da Pier Luigi Nervi, fu inaugurata nel 1971 e poi intitolata a Paolo VI. E’ un vasto auditorium a forma di conchiglia, capace di 12 mila persone. Adiacente il Palazzo del Sant'Uffizio, oggi sede della Congregazione per la dottrina della fede e di altri uffici della Curia romana, fu costruito nel 1514 per il cardinale Lorenzo Pucci. Tra il 1566 e il 1567, il Palazzo acquistato da papa Pio V, fu sede dell’Inquisizione. In Piazza dei Protomartiri Romani, il Campo Santo Teutonico e dei Fiamminghi. Nell'area un tempo sorgeva il circo di Nerone, luogo simbolico ove furono martirizzati molti cristiani. Nel 799 qui venne posta una Schola Francorum fondata da Carlo Magno. Adiacente al Campo Santo, dal 1876, fu aggiunto un Collegio per sacerdoti studiosi dell’Archeologia cristiana e Storia della Chiesa e discipline analoghe. Dall’anno 1888 vi si trova anche l’Istituto Romano della Società di Goerres con una biblioteca di circa 35 mila volumi. Annessa La chiesa di Santa Maria della Pietà in Camposanto dei Teutonici, dell’VIII secolo. Nella Cappella degli Svizzeri, affreschi di Polidoro da Caravaggio, discepolo di Raffaello. In Piazza Santa Marta, la Domus Sanctae Marthae, nota anche come Residenza di Santa Marta, gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo dè Paoli, dove risiede il collegio dei cardinali che prendono parte al conclave per eleggere i nuovi papi; in tempo ordinario funziona come foresteria per coloro che hanno affari con la Santa Sede. Sempre in piazza Santa Marte, il Palazzo San Carlo, costruito nel 1932 sul sito dell'ex edificio dell'Ospedale delle Suore di San Carlo Borromeo, dall'architetto Giuseppe Momo, attualmente ospita uffici e appartamenti della Santa Sede. Accanto al Palazzo San Carlo, la palazzina dell’Arciprete, sede dove risiede il vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e per le Ville Pontificie di Castel Gandolfo; sul fondo il Palazzo di Giustizia o Tribunale di Stato. In Piazza Santo Stefano, prospiciente l'abside della Basilica Vaticana, la chiesa di Santo Stefano degli Abissini, eretta da Leone III col titolo di Santo Stefano Maggiore e concessa nel 1479 da Sisto IV a monaci copti, fu restaurata agli inizi del XVIII secolo da Clemente XI. L’interessante portale (Secolo XII) è intagliato a meandri e a fogliami (in alto, nel mezzo, l’Agnello con la croce). Alle spalle della Basilica di San Pietro, il Palazzo del Governatorato, edificato fra il 1927 e il 1931 dall’architetto Giuseppe Momo e sede della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, del Governatorato e delle Poste Vaticane. Davanti al Palazzo del Governatorato una grande aiuola raffigurante lo Stemma del Pontefice regnante, fatto con piante di varie forme e colori. Annessa al Palazzo, la chiesa di Santa Maria Regina della Famiglia anch’essa progettata da Giuseppe Momo. Sulla destra, la Fontana di San Giuseppe (la centesima fontana nella Città del Vaticano), realizzata nel 2010 in omaggio a Papa Benedetto XVI il cui nome di battesimo è appunto Giuseppe. Sulle pareti retrostanti la fontana sei scene mostrano la vita di San Giuseppe rifacendosi al Vangelo di San Matteo e di San Luca. A sinistra del Palazzo del Governatorato, la Stazione Ferroviaria della Città del Vaticano, inaugurata nel 1933; collega il Vaticano alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e si trova nelle vicinanze della Stazione ferroviaria di Roma San Pietro. A fianco il grande scenario della Fontana della Conchiglia un grande arabesco di siepi di bosso decorata con piante ornamentali. Nel Largo della Capanna Cinese, troviamo la Campana del Grande Giubileo del 2000, posizionata qui dopo l’Anno Santo, nel periodo era esposta al centro di Piazza San Pietro. Pesa cinque tonnellate ed è alta oltre due metri e mezzo con una circonferenza di oltre sei metri. L’ opera, realizzata dalla Fonderia Marinelli di Agnone, in Molise, una delle fonderie più antiche al mondo, è stata creata interamente in bronzo e donata a papa Wojtyla. Sulla campana simbolo del Giubileo, lo stemma e il motto di Giovanni Paolo II “Totus tuus”. Nel pressi delle Mura Leonine, il primo edificio della Radio Vaticana (ex osservatorio astronomico), da cui venne trasmesso, il 12 febbraio del 1931 alle ore 16:49, il primo messaggio radiofonico da papa Pio XI, alla presenza di Guglielmo Marconi che la progettò nel 1929.

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(Giardini Vaticani, la Grotta di Lourdes / Foto di Jaroslav Polacek)

Dalla Torre di San Giovanni alla Casa del Giardiniere

La Torre di San Giovanni, tra l’eliporto e il primo edificio della Radio Vaticana, fu costruita in epoca medievale sulla sommità dei Giardini Vaticani. Abbandonato per molti secoli, nel 1962 fu restaurata da papa Giovanni XXIII che l’adottò come residenza estiva. Nel 2008 il presidente degli Stati Uniti, George Bush, ospite di papa Benedetto XVI, vi soggiornò. Dal 2014 è sede della Segreteria per l’Economia. Sull'estremo bastione occidentale del perimetro del Vaticano, l’Eliporto, voluto da papa Paolo VI (1963 - 1978), dove atterra l'elicottero con il quale il pontefice lascia abitualmente la sede pontificia per i numerosi spostamenti pastorali. Tra il Collegio Etiopico e il primo edificio della Radio Vaticana il Giardino all’italiana, creato nel 1929 con la nascita dello Stato della Città del Vaticano. Un complesso di piante sempreverdi con precise forme geometriche, circondato da pini, cipressi, cedri, castagni e palme di ogni genere oltre ad alte siepi di alloro. All'inerno delle Mura Vaticane, tra la torre di San Giovanni e quella del primo edificio della Radio Vaticana, le Mura Leonine, erette da papa Leone IV, tra l’848 e l’852, a protezione del Colle Vaticano e dell’antica basilica di San Pietro dai saraceni che l’avevano saccheggiata nell’agosto dell’846, durante il pontificato di Sergio II. Lungo le Mura Leonine si incontra l’Edicola di Santa Teresa di Lisieux, protettrice dei Giardini Vaticani, immersa in un palmeto dove sono presenti diverse specie. Dinanzi al Giardino all'italiana, il Collegio Etiopico, fondato da papa Sisto IV nel 1481 per l'istruzione e la preparazione dei giovani aspiranti al sacerdozio provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea. Sulla sinistra la Grotta di Lourdes, copia fedele di quella di Messabielle, cuore spirituale del parco, donata nel 1902 dai francesi a papa Leone XIII. Nel 1905 la Grotta fu inaugura, con una messa solenne, da papa Pio X. Nella nicchia in alto statua della Madonna in marmo simile a quella di Joseph Fabisch del 1864, che ritrae la Vergine nella posa assunta nell’apparizione del 25 marzo 1858. Sotto la base della statua lapide con su scritto le parole pronunciate, in lingua patois (il dialetto parlato da Bernadette), dalla Vergine Maria: “Que soy era Immaculada Xouncepciou” (“Io sono l’Immacolata Concezione”). Al centro della Grotta altare originale di Massabielle (1908), donato dal vescovo di Lourdes, mons. Théas, nel 1960, a papa Giovanni XXIII. Nei pressi del secondo tratto delle Mura Leonine, il Giardino alla francese, che, a differenza di quello all’italiana, è ricco di fiori tra cui le camelie, le bouganville, gelsomini azzurri e oleandri. All’interno del giardino, tra i due monumenti della Madonna di Guadalupe e della Madonna di Fatima, la Fontana delle Ranocchie, sul bordo ci sono quattro rane dalle cui bocche escono zampilli d’acqua. Nei pressi del secondo edificio della Radio Vaticana, il Monastero Mater Ecclesiae, intitolato a Maria Madre della Chiesa, costruito tra il 1992 e il 1994 per volontà di papa Giovanni Paolo II, che desiderava avere un gruppo monastico di suore in Vaticano. In passato vi era un edificio della Gendarmeria Vaticana e la vecchia residenza dei giardinieri. Accanto al monastero si trova un orto, dove vengono coltivate frutta e verdura con procedimenti biologici. Risalendo il pendio, dopo la Scogliera Artificiale, giardino roccioso ricco di molte specie di piante che durante l’estate colorano di accese fioriture le nude rocce, si giunge al Monumento a San Pietro, centro geografico dello Stato Vaticano. A destra la Casa del Giardiniere (XIII secolo), una delle pochissime abitazioni civili ancora esistenti in Vaticano, residenza del capo dei giardinieri che si prendono cura ogni giorno dei Giardini Vaticani.

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(Giardini Vaticani, la Fontana della Galera / Foto di Burkhard Mücke)

Dalla Torre del Gallinaro alla Fontana della Galera

La Torre del Gallinaro è un piccolo edificio lungo le mura dello Stato della Città del Vaticano, nei pressi del bastione a nord–ovest. Venne eretta per volontà di papa Innocenzo VIII Cybo (1484-1492) nell’ambito della risistemazione della zona nord dei Palazzi Apostolici, con la ristrutturazione della cinta muraria e con la costruzione del Belvedere sulla collina di Sant’Egidio. Durante il pontificato di Pio XI la torre venne attrezzata come gabinetto di botanica, assieme agli edifici limitrofi. Attualmente la Torre è utilizzata dal Servizio Giardini dello Stato Vaticano; accanto ad esso vi sono alcuni edifici e dietro l’elegante serra che conserva specie botaniche assai rare. Dinanzi il Giardino all’inglese, un vero e proprio boschetto, dove è collocata la statua di San Pietro apostolo in catene (1887), opera di Amalia Duprè, donata a Leone XIII. Nei pressi l’Edicola della Madonna della Guardia con la riproduzione della statua che domina l'imboccatura del porto di Genova, donata da genovesi al loro concittadino papa Benedetto XV (1914-1922). Vicino al Giardino all'inglese, la Fontana dell’Aquilone ( XVII secolo), voluta da papa Paolo V Borghese (1605-1621), realizzata dall'architetto Giovanni Vasanzio. Ha la forma di una grotta, decorata da tritoni e draghi che spruzzano acqua, sormontata da un’aquila, simbolo araldico della famiglia Borghese. Proseguendo per via dell’Aquilone si arriva alla Fontana del Santissimo Sacramento detta anche delle Torri (XVII secolo), così chiamata perché i suoi zampilli alludono ad un ostensorio tra sei candelieri, opera di Giovanni Vasanzio. Sempre nei pressi la Fontana degli Specchi (XVII secolo), costruita da Martino Ferrabosco per papa Paolo V. A sinistra della Fontana del Santissimo Sacramento, la Casina di Pio IV, il complesso architettonico più suggestivo della Città del Vaticano, costruito nel 1558 per papa Paolo IV, il quale affidò la commissione all’architetto Pirro Ligorio coadiuvato da Sallustio Peruzzi. Alla morte del pontefice, l’edificio fu portato a termine nel 1561 sotto Pio IV. La struttura formata da due distinti edifici e da altrettanti padiglioni laterali, è fronteggiata da una fontana, mosaici e nicchie, statue moderne e antiche, sculture e pitture, oltre che da una loggia dorica. All’interno sono conservati affreschi di Federico Barocci, Santi di Tito e di Federico Zuccari. La Casina, un ambiente di ricreazione e rappresentanza, è sede della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Lungo lo Stradone dei Giardini si arriva alla Torre dei Venti detta anche Osservatorio Gregoriano o Torre Gregoriana, un edificio alto 73 metri che si affaccia sui Giardini Vaticani alle spalle della Basilica di San Pietro. Fu costruita fra il 1578 e il 1580 dall’architetto del Palazzo Apostolico, Ottaviano Mascherino, per volere di papa Gregorio XIII. L'edificio venne impiegato come osservatorio astronomico, al fine di favorire gli studi astronomici per la riforma del Calendario Gregoriano. Con la bolla papale “Inter gravissimas” del 24 febbraio 1582 Gregorio XIII decretò che il calendario giuliano fosse sostituito col nuovo, chiamato poi gregoriano, tuttora vigente. Successivamente vi abitò la regina Cristina di Svezia, dopo la sua conversione al Cattolicesimo nel 1654. L’edificio è formato da due piani, la Sala della Meridiana e da un ammezzato intermedio, all’interno sono conservati affreschi del Circignani, detto il Pomarancio, del Matteino da Siena e dei fratelli Paul e Matthijs Bril, pittori fiamminghi. Prospiciente la Pinacoteca Vaticana, il Giardino Quadrato detto anche Giardino Segreto, un verde spazio quadrangolare, progettato nel ‘500 dall’architetto Jacopo Meleghino, voluto da papa Paolo III, il pontefice che nel 1534 commissionò a Michelangelo il “Giudizio Universale”. E’ un classico giardino all’italiana destinato un tempo agli ospiti illustri della Corte Pontificia, oggi liberamente visitabile lungo il percorso museale. Antistante al Casino del Belvedere, nei Musei Vaticani, la Fontana della Galera, realizzata da Giovanni Fantini nel 1621 durante il pontificato di Gregorio XV Ludovisi (1621-1623), con la supervisione dei Soprintendenti ai giardini Martino Forabosco e Crostoforo Raimoschi. La Galera, uno scafo di piombo ricoperto di fogli pure di piombo, tre alberi con gabbie, alcune vele in lastre di piombo e 64 cannoncini da cui fuoriescono zampilli d’acqua. Altri zampilli fuoriescono da una girandola posizionata a prua, mentre a poppa è collocata una lanterna. Questo meccanismo chiamato “tamburo” serviva probabilmente per produrre la violenta e rumorosa fuoriuscita dell’acqua dagli zampilli così da imitare gli spari delle artiglierie, tanto che papa Urbano VIII (1623-1644) la celebrò con un distico in latino: “De fonte Pontificio navis effigem habente: Bellica pontificum non fundit machina flammas, sed dulcem belli qua perit ignis aquam” (La macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco). Oggi, dopo un laborioso restauro avviato nel 2007 e terminato nel 2011, la Fontana della Galera suscita di nuovo meraviglia e stupore.

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