Catacombe dei Giordani

(Affresco di Donna orante del IV secolo / Foto di Costantina Sarzi Amadè licensed under CC BY-SA 3.0)

Catacombe dei Giordani

Le Catacombe dei Giordani, posta sotto l’odierna Villa Ada, risalgono tra la seconda metà del III secolo e la prima metà del V secolo d.C., ne testimonia la scoperta di iscrizioni risalenti tra il 269 e il 436. Le catacombe furono scoperte nel 1578 attraverso alcune gallerie con all’interno sepolcri e dipinti murali. Con gli scavi degli anni Sessanta, del secolo scorso, le catacombe dei Giordani vengono identificate dagli studiosi, secondo fonti antiche, con il ritrovamento delle tombe dei martiri Marziale, Vitale e Alessandro, ritenuti, secondo la tradizione, tre dei sette figli di santa Felicita; la “Depositio Martyrum”, la più antica tra questi fonti, attesta la loro sepoltura sulla via Salaria. Successivamente vennero alla luce altre sepolture di un gruppo di sette vergini: Donata, Paolina, Rogata, Dominanda, Serotina, Saturnina e Ilaria. Una guida per pellegrini, composta verso la metà del VII secolo, la “Notitia ecclesiarum urbis Romae”, riferisce che sul terreno sovrastante le catacombe esisteva una basilica intitolata ai martiri Marziale e Vitale e che oggi di questo edificio, descritto anche da Antonio Bosio alla fine del XVI secolo, non resta più niente. L'unica conferma archeologica di questi dati riscontrabili nelle fonti letterarie è la tomba del martire Alessandro. Le catacombe sono giunte a noi in condizioni non perfette, anche perché in passato sono state visitate da “corpisantari”,trafugatori di reliquie e tombaroli. Le gallerie del cimitero si sviluppano su cinque livelli, ma non del tutte esplorate. Sempre negli anni Sessanta fu scoperta la cripta del martire Alessandro con l’identificazione di alcuni frammenti composto da tre lastre marmoree dedicate al Santo, ma risalenti ad epoche diverse: la prima è quella che papa Damaso I dedicò al martire (IV secolo) che andò distrutta con l'assedio dei Goti del 537- 538; la seconda quella di papa Virgilio (537-555) che ne fece scolpire una seconda in sostituzione di quella damasiana (i frammenti dell’ultimo rigo riportano chiaramente il nome di Alessandro); la terza epigrafe è un voto fatto da una persona di nome Marcello (V secolo), con la dedica al martire. Oltre al cubicolo del martire Alessandro, importante anche il “Cubicolo dell'Esodo”, interamente ricoperto da dipinti murali risalenti al IV secolo d.C., nella volta sono visibili episodi tratti dal libro che dà il nome all'ambiente. Dalle catacombe dei Giordani, attraverso l’apertura di una stretta galleria, si accede al piccolo complesso delle catacombe di Sant’Ilaria che fu visitata dall’archeologo Antonio Bosio sul finire del XVI secolo descrivendo alcune pitture nella sua opera “Roma sotterranea” di cui oggi è visibile la scena dipinta nel cosiddetto “arcosolio dell’auriga”, dove sono rimasti solo le teste dei cavalli e di una figura in corsa.

ORARI E INDIRIZZI:
Via Salaria, 334 - Il complesso cimiteriale è temporaneamente chiuso al pubblico - Per informazioni Tel. 06.735824 / 06.4465610 / 06.4467601

COME ARRIVARCI:
BUS 168 (fermata CHIANA/SALARIA) 63, 83, 92, 168, 310 (fermata NEMORENSE/VERBANO)

LINK ESTERNI:

Segui Monno Roma su: