Monte Testaccio

(Frammenti di anfore a Monte Testaccio / Foto di Flazaza licensed under CC BY-SA 4.0)

Monte Testaccio

Monte Testaccio, conosciuto popolarmente come Monte dei Cocci, è una collina artificiale situata nella zona portuale dell'antica Roma e in prossimità dei magazzini (horrea). Alto 54 metri e con una circonferenza di circa 1 chilometro, il monte è formato da testae, cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, che venivano sistematicamente scaricate e accumulate dopo essere state svuotate nel vicino porto fluviale. Secondo gli ultimi studi questa attività venne portata avanti tra il periodo augusteo e la metà del III sec. d.C. Diversamente dalle anfore usate per il trasporto di prodotti agricoli, le anfore olearie provenienti in gran parte dalla Betica (attuale Andalusia) non erano riutilizzabili a causa della rapida alterazione dei residui di olio. Il problema dello smaltimento rapido ed economico delle anfore, nel rispetto delle norme igieniche, fu risolto con questa "discarica" dove i frammenti vennero accatastati con la massima economia di spazio e con la sola disposizione di calce che, destinata ad eliminare gli inconvenienti causati dalla decomposizione dell'olio, ha rappresentato anche un ottimo elemento di coesione e di stabilità per il monte attraverso il tempo. Un accumulo di tale entità ed altezza fu reso possibile dalla presenza di una prima rampa e di due stradelle percorse dai carri ricolmi di cocci e di anfore frammentarie, molte delle quali conservano il marchio di fabbrica impresso su una delle anse, mentre altre presentano i tituli picti, note scritte a pennello o a calamo con il nome dell'esportatore, indicazioni sul contenuto, i controlli eseguiti durante il viaggio, la data consolare. Pertanto il monte a tutt'oggi si configura come fonte storico-documentaria di prima mano sullo sviluppo economico dell'impero romano, sulle relazioni commerciali tra Capitale e province, nonché sulle abitudini alimentari nell'antichità. Cessata la funzione di discarica, il Monte Testaccio dal periodo medievale inizia ad assumere un ruolo diverso nella storia di Roma come sede di manifestazioni popolari (ricordato dal XIII secolo come “Mons de Palio”, vi terminava il gioco della Passione, una sorta di sacra rappresentazione e Via Crucis, di cui è traccia nella croce sulla sommità).

ORARI E INDIRIZZI:
Via Nicola Zabaglia, 24 - L’ingresso è consentito solo a gruppi accompagnati, max 30 persone a visita. La prenotazione è obbligatoria; chiuso lunedì, 1/o gennaio, 1/o maggio e 25 dicembre - Per informazioni Tel. 06.0608

COME ARRIVARCI:
BUS 718, 719, 775 (fermata GALVANI/ZABAGLIA) 83 (fermata ZABAGLIA/GALVANI) 23, 75, 280, 716 (fermata MARMORATA/GALVANI) - TRAM 8 (fermata MARMORATA/GALVANI)

LINK ESTERNI:
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

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