Quartiere Monte Sacro

(immagine di Google Maps)

Quartiere Monte Sacro

Monte Sacro è il XVI quartiere di Roma, sorge sulla riva destra del fiume Aniene e lungo l’asse di via Nomentana. Prende nome dall’omonimo monte dove una leggenda vuole che in questo luogo si recassero gli “àuguri”, sacerdoti dell’antica Roma che avevano il compio di interpretare la volontà degli dei osservando il volo degli uccelli, per questo Monte Sacro. Lungo il percorso della via Nomentana e il ponte Nomentano, sono ancora oggi visibili resti del “basolato” originale utilizzato inizialmente dagli antichi romani e diversi monumenti funebri. Il quartiere nasce negli anni ’20 del secolo scorso, grazie all’architetto Giovannoni che progettò e realizzò, al di fuori del Piano Regolatore, la denominata “Città Giardino Aniene”, idea inglese della “garden city” con villini circondati da cinture verdi e servizi pubblici per lo più destinati a impiegati e professionisti. Nel 1924, con l’avvento del fascismo, un cambiamento decisivo nella realizzazione del nuovo quartiere, denominato ufficialmente “Monte Sacro”, non più costituito da villini ma da case popolari e palazzine. La gestione dell’Istituto Case Popolari romano consentì l’affidamento di molti progetti ai migliori architetti di quel periodo segnando il passaggio dell’architettura romana dallo stile umbertino, ispirato al classicismo rinascimentale, a quello del razionalismo italiano. Di particolare interesse è piazza Sempione, che rappresenta l’entrata scenografica e centro direzionale del quartiere, dove sorge la Chiesa degli Angeli Custodi (1922-1925) in asse con corso Sempione, ponte Tazio e via Nomentana. Ponte Tazio, sul fiume Aniene, prende il nome dal re sabino Tito Tazio (VII secolo a.C.), costruito nel 1922 per collegare il nucleo della Città Giardino Aniene con la via Nomentana Nuova; in prossimità del ponte sono state girate alcune scene del film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica (1948). Sul tratto della via Nomentana, nei pressi del “Parco Simon Bolivar”, i resti del mausoleo di Menenio Agrippa, visibile dall’esterno, risalente al I-II secolo d.C., più avanti il ponte fortificato Nomentano (oggi pedonale), costruito in età repubblicana che insieme a ponte Milvio e ponte Salario era uno dei ponti più importanti della città; nel 1849 una parte del ponte fu distrutta dalle truppe francesi nel tentativo di arrestare l’avanzata delle brigate garibaldine. Negli anni ’40 nasce la borgata Tufello per i rimpatriati italiani dall’estero e nel 1953 si svilupparono anche le zone residenziali lungo via Conca d’Oro e Sacco Pastore, dove, in quest’ultimo, furono rinvenuti nel 1929 e nel 1935 due crani detti “Uomo di Saccopastore” risalenti a circa 125 mila anni fa. Da ricordare, in questo quartiere, l’attiva partecipazione degli abitanti e studenti alla Resistenza durante l’occupazione tedesca di cui Ferdinando Agnini e Orlando Orlandi Posti, studenti, furono tra le vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Il quartiere Monte Sacro confina con: Q.V/Nomentano, Q.XVII/Trieste, Q.XXI/Pietralata, Q.XXVIII/Monte Sacro Alto e con le zone di Val Melaina e Casal Boccone.

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