Palazzo delle Belle Arti

(Facciata del Palazzo delle Belle Arti / Foto da Google Maps - dim “MoDis” bal)

Palazzo delle Belle Arti

Il grande viale delle Belle Arti attraversa un avvallamento noto come Valle Giulia che sulla sinistra, presenta la scalinata che conduce verso il giardino del lago e sulla destra, in cima ad un’altra ampia scalinata, si può ammirare il “Palazzo delle Belle Arti”, edificato da Cesare Bazzani (1908-1911), in occasione dell’Esposizione Internazionale. La facciata dell’edificio, in stile eclettico con motivi classici e rinascimentali e ornati liberty e floreali, presenta un alto portico chiuso da pilastri con lesene e costituito da quattro coppie di alte colonne con capitelli corinzi. Il fastigio è ornato all’estremità da statue femminili che innalzano corone di lauro. Nella parte posteriore rispetto alla facciata è il grande corpo del museo chiuso all’estremità da due elementi a bassa torre, in cui si aprono due grandi logge strette fra due colonne. In mezzo sono due pareti ripartite da lesene sui cui corrono fregi a rilievo: a sinistra il “Corteo della bellezza e della forza” (Ermenegildo Luppi) e, a destra, il “Corteo della Vita e del Lavoro” (Adolfo Laurenti); all’interno del pronao, “L’artista e le battaglie artistiche” (Giovanni Prini). Questi rilievi sono improntati alla cultura classica accademica del tempo e riescono a ricordare la tradizione michelangiolesca coniugata all’effetto decorativo dello stile floreale. Il palazzo nel 1915 accolse la “Galleria Nazionale d’Arte Moderna”, in cui confluirono le opere già esposte in occasione di grandi mostre nazionali tenutesi dopo l’istituzione del Regno d’Italia. Tra il 1915 e il 1933 la Galleria ricevette importanti incrementi tanto che nel 1933 l’edificio fu ampliato dallo stesso architetto Cesare Bazzani, ma le nuove sale furono destinate ad accogliere la mostra permanente della rivoluzione fascista. Durante il ventennio la galleria ricevette una grande quantità di nuove opere ma perse molte delle opere di artisti stranieri che, secondo i principi nazionalistici allora imperanti, non si credeva dovessero essere esposte in una galleria nazionale, tuttavia la galleria ottenne la raccolta d’arte moderna del Comune di Roma. La Galleria, detta oggi più brevemente “GNAM”, rimase chiusa durante il secondo conflitto mondiale, dal 1942 al 1944, cosicché nel 1948, nelle sale già occupate dalla mostra fascista, furono esposte le opere dell’Ottocento. Tornarono quindi le opere d’arte straniera allontanate dal fascismo e furono restituite dal Comune le opere degli artisti romani. Continuarono intanto le donazioni, e le nuove sistemazioni e riordinamenti delle sale, inoltre si ebbe anche la dotazione di sale per conferenze e per proiezioni, archivio e biblioteca e gabinetto di restauro. Un nuovo ampliamento fu progettato da Luigi Cosenza nel 1967 e nel 1988 è stata inaugurata una nuova ala aggiunta all’edificio per accogliere opere di artisti contemporanei e, negli ultimi anni, sculture moderne tra cui quella di Ettore Colla e di Umberto Mastroianni che ornano le aiuole prospicienti l’edificio. La Galleria ha acquistato ultimamente ancora maggiore notorietà grazie ad alcune mostre di caratura internazionale, che hanno richiamato intere folle di visitatori.

ORARI E INDIRIZZI:
Via delle Belle Arti, 131 - Aperto da martedì a domenica dalle ore 9:00 alle ore 19:00, lunedì chiuso - Per informazioni Tel. 06.322981 / 06.32298221 - Biglietteria Tel. 06.32298225

COME ARRIVARCI:
TRAM 3 e 9 (Fermata GALLERIA ARTE MODERNA)

LINK ESTERNI:
Galleria Nazionale d'Arte Moderna

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